Da Sapere Sulla Realizzazione e Gestione di Google My Business

In questo articolo ti dico cosa devi sapere se vuoi pagare qualcuno per farti realizzare o gestire la scheda su Google My Business e consigli correlati a metodi scorretti di vendita e presunte truffe.

Google My Business è un servizio/prodotto di Google realmente utile alle attività come la tua, non solo perchè le mette in risalto tra i risultati di ricerca. Fa arrivare chiamate, contatti e visite in loco alle aziende.

 

Ovvero rende realmente.

 

Chi offre i servizi di realizzazione e gestione delle schede di Google My Business conosce bene la loro utilità effettiva.

 

Purtroppo, a volte, agenzie e/o liberi professionisti sfruttano l’utilità di My Business e la popolarità di Google per proporre non correttamente i propri servizi. Non in maniera limpida, ingannevole, ed a volte anche non legalmente.

 

Questo è un problema per te, dato che potresti essere raggirato/a e dato che potrebbe farti perdere la fiducia riguardo ad un servizio che funziona realmente, ed è anche un problema per chi offre onestamente e con qualità questi servizi, indirettamente viene screditato senza colpa.

 

In questo articolo ti voglio dare qualche consiglio che può esserti utile per valutare la proposta di un consulente per Google My Business ed altri consigli correlati.

 

Suggerimenti per valutare la proposta di realizzazione o gestione di Google My Business

 

Prima di darti i suggerimenti per la valutazione di proposte di realizzazione o gestione di schede Google My Business ti devo fare delle premesse:

 

  • In questo articolo, purtroppo, non possono darti tutti i suggerimenti che ti permettono di valutare le proposte di chi realizza o gestisce schede My Business, anche perchè non li utilizzo, il buonsenso va sempre usato;
  • Praticamente “tutti i giorni” nascono nuove attività scorrette e/o che non operano trasparentemente, le tecniche di vendita ingannevoli con il tempo potrebbero diversificarsi;
  • Google non è la legge, per quello che riguarda Google può agire solo se vengono violate le sue linee guida e dopo segnalazione, è importante segnalare a Google chi opera scorrettamente;
  • Per prevenire tecniche di vendita scorrette, secondo la legge italiana, la prima cosa che puoi fare è quella d’iscriverti al registro delle opposizioni, nel caso in cui fossi iscritto/a ma ricevessi ancora chiamate indesiderate puoi farlo sapere al garante per la privacy;
  • Seppur i consigli che ti darò sono il più possibile verificati e con riferimenti attendibili/autorevoli non sono un legale, e la legge cambia in continuazione.

 

Comunque sia, la consapevolezza è essenziale. L’obbiettivo primario di questo articolo è appunto quello di consapevolizzarti per evitare di farti abboccare a proposte non trasparenti/ingannevoli.

 

Dopo le doverose premesse le cose essenziali che devi capire sono che, generalmente, chi ti propone telefonicamente, o con visite in sede, la realizzazione/gestione delle schede Google My Business:

 

  • Molto probabilmente non ti farà il lavoro, chi ti chiama o ti suona in azienda ed ha solo l’obiettivo di vendere;
  • Per poter vendere utilizza semplici tecniche di vendita conosciute da anni, ed ancora efficaci, di per sé non sono “il male” però conoscendole potrai fare una scelta più consapevole.

 

Le tecniche di vendita (ripeto, di per sé non scorrette ma possono essere usate male) perlopiù sono regole della comunicazione persuasiva di Cialdini. Ti dirò cosa devi sapere a riguardo questi metodi di vendita e cosa puoi fare per non farti raggirare, se fosse il caso.

 

Abuso del nome di Google e falsi miti riguardanti il suo funzionamento

 

Cercando di sfruttare l’ingenuità delle persone, e la non conoscenza del funzionamento di Google, molto spesso call center chiamano le attività fingono di essere Google, dicono di chiamare “per conto di Google”, impersonandosi addirittura dipendenti Google. Anche i venditori porta a porta lo fanno.

 

Ebbene, devi sapere che, Google può effettivamente chiamare le attività, però solo dopo aver fatto richiesta di essere chiamati, ad esempio per risolvere problemi con Google AdWords oppure con Google My Business.

 

In pratica, neanche i (veri) Google Partners possono presentarsi come tali per offrirti il servizio di realizzazione o gestione di schede My Business. Sarebbe una rappresentazione fuorviante di quello che in realtà sono i Google Partners.

 

Se ti chiamano e/o si presentano per proporti la realizzazione/gestione di schede Google My Business, per “aggiornare la mappatura” od altro, si presentano come Google, per conto di Google, Google Partners o simili sappi che ti stanno mentendo di partenza e/o non sono trasparenti. Se riagganci subito la chiamata o se gli dici che non sei interessato/a non è un male.

 

Se dopo aver verificato noti che chi ti ha contattato è effettivamente Google Partners e se ti ha/hanno proposto la realizzazione/gestione di schede My Business o la “local SEO” in qualità di Google Partner sappi che non lo può fare. Segnala tramite questa pagina.

 

Riguardo a questo tieni anche presente che ognuno ha la sua specializzazione, e non può sfruttare la stessa solo perchè contiene il nome di Google per proporti qualsiasi cosa:

 

  • I Google Partners fanno pubblicità con Google AdWords, non sono certificati da Google per My Business, per la SEO o per altro;
  • I Partner di G Suite sono partner di Google esclusivamente per i prodotti G Suite (Gmail, Drive, ecc. per aziende;
  • I Google AdSense Partners sono persone qualificate per migliorare il rendimento dei publisher di AdSense, non per altro;
  • I fotografi certificati Google Street View sono certificati da Google solo per la realizzazione di virtual tour.

 

Garanzie di posizionamento per parole chiave

 

Dopo essersi presentati come Google i consulenti o le agenzie non corretti/e o disonesti/e potrebbero addirittura garantirti che, se ti affidi a loro, al loro “metodo super segreto” che nessuno sa, alla loro “super esperienza”, ecc. la tua attività sarà visibile in prima pagina per le 2/3/5/X parole chiave.

 

Sicuramente le mappe di Google si visualizzano anche tra le prime posizioni di Google molto spesso, devi sapere però che è un algoritmo a posizionarle li.

 

Seppur esistano metodi che permettono di migliorare il posizionamento delle mappe su Google (non solo con i metodi riportati nel link precedente) nessuna web agency o libero professionista conosce l’algoritmo di Google e/o può influenzare il posizionamento.

 

Google stesso riferisce che:

Le terze parti non possono influenzare l’ordine di visualizzazione della tua attività su Ricerca Google o Maps.

In pratica: Google utilizza algoritmi segreti per il posizionamento, gli algoritmi variano costantemente, ed anche il posizionamento. Non è fattibile che venga garantito il posizionamento di schede di Google My Business.

 

Ti garantiscono il posizionamento della scheda di Google My Business per X parole chiave?

 

Ti stanno mentendo. Se riagganci la chiamata o se chiudi la porta non è un male.

 

Senso di urgenza

 

Il senso di urgenza è il principio psicologico basilare, sulla quale da anni vengono creati i saldi a tempo limitato. Viene usato anche per proporre la realizzazione o la gestione di schede di Google My Business.

 

Parlando semplicemente, se si vede un offerta “solo per oggi” la mente umana reagisce più istintivamente e meno razionalmente.

 

Per un servizio, come quello che può essere Google My Business, quello che devi sapere è che: se vuoi delegare a qualcuno la realizzazione o la gestione della scheda della tua attività ci sono migliaia di attività o liberi professionisti che lo fanno.

 

Anche se chi ti fa una proposta (probabilmente che non hai richiesto) può farti fretta, dicendoti, ad esempio, che è un “offerta limitata” o cose simili devi valutare in autonomia. Chiedendo informazioni alle attività, a conoscenti, cercando online od altro. Possono esserci persone/attività che ti propongono la stessa cosa ad un rapporto tra qualità e prezzo migliore.

 

Senso di scarsità

 

Il senso di scarsità è un altro principio psicologico utilizzato (anche) da chi vuole unicamente vendere e non offrire un vero valore aggiunto.

 

La mente umana evita di rimandare la decisione di scelta di un prodotto o servizio se questi sono disponibili “per pochi”. Anche in questo caso la mente agisce meno razionalmente. In te potrebbe innescarsi la “paura” di non poter più approfittare dell’offerta di un prodotto o servizio.

 

Solitamente, chi offre scorrettamente la realizzazione o la gestione di schede di Google My Business utilizza questo principio in diversi modi:

 

  • Affermando che nella tua zona potresti essere uno dei pochi “prescelti” ad approfittare del loro servizio “unico”;
  • Riferendoti che se non lo fai tu lo proporranno ad un tuo concorrente e potresti perdere clienti.

Quello che devi necessariamente sapere riguardo la realizzazione o gestione di schede Google My Business è che:

 

La scheda di Google My Business possono farla tutti, ed i tuoi concorrenti se non l’hanno già fatta sicuramente la faranno. Non serve fretta, valuta bene l’offerta, informati.

 

Riprova sociale

 

Anche se la riprova sociale è un fenomeno psicologico scoperto vari anni fa, appunto perchè è un principio instaurato nella psiche delle persone è ancora valido.

 

In pratica, è stato osservato che le persone tendono a ritenere valida una “cosa” se molte persone hanno fatto lo stesso.

 

L’effettiva validità della riprova sociale al giorno d’oggi la si può osservare costantemente. Negli influencers, le persone possono seguirli/farsi convincere perchè molte altre persone lo fanno. La riprova sociale è anche alla base dei comportamenti sui social network, e del loro successo.

 

Chi cerca di venderti il servizio di realizzazione o di gestione di pagine Google My Business userà la riprova sociale dicendoti che “loro” hanno realizzato “XXX mila” schede di Google My Business o che hanno “XXX mila” clienti soddisfatti.

 

Quello che devi fare è molto semplice: internet non mente, fatti dire il nome/la ragione sociale della società e fai una piccola ricerca su Google, potrai vedere cosa ne pensano davvero le persone.

 

Contratti telefonici

 

Ammettendo che ti sei fatto/a convincere anche dopo aver letto questo articolo, probabilmente perchè ti sei informato/a e/o ti è stata fatta una proposta in modo trasparente, durante la chiamata telefonica potresti aver acconsentito a farti realizzare/gestire una scheda My Business.

 

Potrebbe essere però che non ti sei informato/a anticipatamente, che non pensavi di aver stipulato un accordo, che hai cambiato idea od altro.

 

Nessun problema, puoi ripensarci!

 

L’articolo 51 punto 6 del codice del consumo infatti prevede che, oltre l’assenso telefonico va firmato un regolare contratto, e, l’articolo 52 prevede un diritto di recesso di quattordici giorni.

 

Ovvero, se non firmi nulla non hai stipulato niente, e, anche se firmi un contratto puoi ripensarci. Come ho detto nelle premesse non sono un legale ed in questo non mi addentro, ma, sappi che oltre gli avvocati esistono anche le associazioni dei consumatori che possono esseri d’aiuto.

 

 

 

di Bio Yuri Carlenzoli

 

PS: Siamo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento ed informazione !

 

 

 

 

 

 

7 ottimi motivi per fare il Restyling del tuo sito web

Oggi, la prima impressione che i tuoi potenziali clienti si fanno della tua azienda si basa quasi esclusivamente su come si presenta il sito web aziendale. Per questo motivo il tuo sito Web è davvero l’elemento più importante della tua strategia digitale. Sì  anche più importante dei tuoi profili Facebook, Instagram e Linkedin!

Si potrebbe anche sostenere che il sito web è uno dei  componenti più importanti per la tua attività, punto e basta. Il tuo sito non solo mostra informazioni importanti sui tuoi prodotti, sul tuo team e sulla tua storia, ma è anche il modo in cui i tuoi potenziali clienti ti vedono.

E’ la prima impressione………………… e come si suol dire “la prima impressione è quella che conta”.

In questo articolo Vi spieghiamo 7 segnali che vi dovrebbero convincere a “ri fare” il Vostro sito web.

 

1. Complicato da usare e non User-Friendly

L’88% dei clienti online ha meno probabilità di tornare su un sito dopo una difficile permanenza  ed è semplice capire il perché.

I puoi potenziali clienti prima di giungere sulle tue pagine ne hanno già visitato altre. Scapperanno se il sito è lento, la navigazione delle pagine è poco intuitiva, il design poco elegante e le l’offerte commerciali poco valorizzate.

Se al tuo utente visitando le pagine del tuo sito gli è venuto il mal di testa per cercare di capire le tue offerte  sicuramente si soffermerà poco e andrà a cercare altri siti senza probabilmente tornare più sulle tue pagine.

2. Sembra obsoleto e datato

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Se il tuo sito web ha più di 4 anni, è probabile che sei rimasto indietro rispetto alle tendenze del design. Sì, 4 anni sono un tempo molto, molto lungo nel mondo del web e, quando il tuo sito web continua a funzionare, è facile non pensare ad un restyling.

Vale la pena considerare i nostri pensieri e le azioni che intraprendiamo quando acquistiamo qualcosa da un negozio fisico.

Il negozio A ha le luci accese e la porta aperta. Il pavimento è pulito, gli scaffali con i prodotti ben visibili illuminati ed ordinati. L’addetto è disponibile e offre i suoi consigli con professionalità e con un sorriso.

Il negozio B ha una sola luce accesa e la porta è chiusa. Non siamo sicuri se sia aperto o chiuso. Quando decidiamo di entrare negli scaffali sono quasi vuoti e non riusciamo a trovare il commesso.

Il prodotto e il prezzo sono uguali nello stesso negozio, ma da quale parte ci sentiamo più a nostro agio? In quale negozio entreresti?

Il meraviglioso mondo del web è progredito e sopratutto si è molto popolato e la lotta per catturare l’attenzione del tuo potenziale cliente sta diventando sempre più intensa! Dalle illustrazioni fatte a mano e dalle animazioni di movimenti di pagina ai gradienti dinamici e ai loghi reattivi, i siti Web aziendali devono attrarre e colpire il cliente.

Un design moderno e aggiornato non è solo qualcosa di bello e piacevole a vedersi ma è anche uno dei fattori chiave nella decisione di acquisto del cliente.

3. Il tuo sito non è accessibile da cellulari e tablet (Responsive)

È ufficiale sono di più gli utenti che navigano in Internet con i loro telefoni cellulari e tablet rispetto agli utenti desktop dai Pc.

Niente potrebbe essere più noioso dell’esplorazione di un sito in cui è necessario utilizzare le dita per ingrandire ogni pagina per leggere il testo o fare clic sul collegamento sbagliato con il pollice!

Avere un sito web mobile e tablet-friendly è importante per catturare e convertire una grande quantità di traffico che visita il tuo sito “in piedi” da tablet e cellulari .

4. Non riflette in modo accurato il tuo marchio

Forse hai gestito la tua azienda per alcuni anni e il tuo modello di business e la tua clientela sono stati perfezionati.

L atua azienda ed il tuo brand in questi anni si è evoluto ed è cambiato ma tutto questo è evidenziato anche sul tuo sito web attuale?

I tuo sito web esistente non ha mai realmente comunicato i valori del tuo brand?

Il tuo sito web ha il potenziale per far crescere il tuo marchio a un livello completamente nuovo, ma lo promuoverai e guiderai le persone verso di esso solo se:

a. Si allinea con il tuo marchio
b. Mostra chiaramente il lavoro che fai
c. Ne sei fiero

Nel 2018 gli utenti del web sono esperti. Tutti abbiamo usato internet per 20 anni (più o meno) e sappiamo quando un’azienda non è autentica. Assicurati che il tuo sito web sia in linea con il tuo brand.

5. Non allineato alla tua attuale strategia di marketing

La tua strategia cinque anni fa era quella di  ottenere il maggior numero possibile di richieste tramite un modulo di contatto.

Oggi tutto questo è sufficiente?

Se la tua strategia oggi è drasticamente diversa da quando hai iniziato la tua attività, è naturale che il tuo sito web si evolva per allinearsi ai tuoi obiettivi.

6. Ha cattive conversioni

Lo scopo del tuo sito web aziendale dovrebbe essere quello di aiutare a generare lead, richieste o vendite dirette, a seconda della natura della tua attività.

Se le tue attività di marketing sono costanti, ma stai riscontrando una diminuzione delle vendite online o dei lead, potrebbe essere un segnale che c’è qualcosa che non và.

Indubbiamente questo è uno di quei casi in cui bisogna rivedere e riprogettare il tuo sito.

In definitiva, uno scarso tasso di conversione è uno dei segnali più chiari che il tuo sito necessita di un aggiornamento ma, come in qualsiasi progetto di web design, è importante prendere decisioni ben ponderate prima di avventurarsi.

7. Non è elencato su Google

Risultati immagini per Se un albero cade nei boschi
Se un albero cade in un bosco anche se non c’è nessuno nei dintorni, fa rumore??

Affinché un’azienda possa avere successo  è vitale che i clienti nuovi e vecchi possano trovarla online. Immagina di cercare un’azienda che conosci ma non riesci a trovarla………… che fai la cerchi sulle Pagine Gialle ?? !!! 😉

Internet è in continua espansione e la concorrenza sta aumentando rapidamente.

Se gli utenti del Web non riescono a scoprire il tuo sito Web, in che modo i nuovi clienti ti trovano? Il passaparola è fantastico ma la prima cosa che la gente farà quando sentirà parlare della tua attività è quella di cercarti  su Google.

Oggi web designers, sviluppatori e web agency sono in grado di ottimizzare  (SEO) i siti web per renderli il più visibili possibile agli occhi dei vari motori di ricerca in primis agli occhi di Google riuscendo spesso a farli apparire nelle prima pagine dei motori di ricerca.

Se il tuo vecchio sito non è stato configurato per la SEO o utilizza tecnologie e strategie obsolete come la grafica flash, il testo nascosto o la scarsa architettura del sito, Google troverà difficile indicizzare e, di conseguenza, non capirà dove dovrebbe essere posizionato ed elencato il tuo sito.

In conclusione

Avere un sito web moderno, accattivante ed intuitivo è la chiave per il successo del business online.

Anche se non è necessario riprogettare il tuo sito ogni anno, è fondamentale capire se il tuo attuale design ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi di business.

Siamo a tua disposizione per analizzare  GRATUITAMENTE il tuo sito web e per farti eventualmente un preventivo per un nuovo sito.

Clicca qui per contattarci!!!

 

 

Ottimizzazione di Google My Business

 

Risultati immagini per Google My Business

 

Google My Business è uno degli strumenti gratuiti di Google per le aziende.

Si tratta di un tool nato dalla fusione di diversi servizi appartenenti al complesso ecosistema Google dedicato alle aziende (tra cui Pagine Google+ Business, Pagine Google+ Local, Google for Business), riuniti in un’unica interfaccia facile ed intuitiva.

Con Google My Business puoi creare gratuitamente la scheda della tua attività che consente agli utenti di trovarti su Google e su Google Maps quando cercano te o attività simili alla tua. La scheda mostra l’orario di apertura, il numero di telefono e le indicazioni stradali della tua attività.

 

 

Il primo vantaggio di Google My Business è la sua facilità d’uso. Puoi registrare il tuo profilo aziendale accedendo tramite Google My Business con un account Google. Dopo esserti registrato e aver fornito informazioni su servizi o prodotti  offerti dalla tua azienda, avrai un altro modo di farti trovarti trovare nelle pagine di Google e anche all’interno della sezione di Google Maps.

Se lavori anche sul posizionamento del tuo sito web avrai  più possibilità di apparire sulla prima pagina di Google.

Dunque, la scheda Google My Business offre tante informazioni utili sulla attività offerta agli utenti che vi ricercano sia in modo diretto che indiretto, e che vogliono ottenere informazioni riguardanti:

  • dove siete situati fisicamente
  • quali servizi/prodotti vendete
  • come contattarvi
  • come siete giudicati dagli utenti che hanno già avuto esperienze con voi.

Piú si è bravi a fornire informazioni utili agli utenti online, piú aumenteranno le probabilità di attrarre nuovi potenziali clienti nei vostri punti vendita o uffici. Per queste ragioni, Google My Business è, senza dubbio, da considerare come uno strumento molto potente. La sua rilevanza aumenta esponenzialmente se a questo aggiungiamo anche l’aspetto SEO. I motori di ricerca infatti raccolgono e indicizzano da questo canale le informazioni di base come i NAP 3 (nome, indirizzo e numero di telefono) e gli orari di apertura, ma anche le keyword riguardanti i servizi e prodotti offerti. Ecco perché imparare a conoscere Google My Business e, di conseguenza, ad utilizzarlo è un passo cruciale all’interno di una strategia di Local Marketing di successo.

  • Si consiglia di compilare tutti i campi (nome, categoria aziendale, informazioni di contatto, descrizione della tua attività …)
  • Tieni aggiornato il profilo con tutte le informazioni rilevanti per i tuoi clienti o per chiunque stia cercando il servizio che offri.
  • Aggiungi la sede della tua attività
  • Aggiungi immagini geolocalizzate, più sono e meglio è, ma non dimenticare la qualità
  • Gestire le recensioni e rispondere ad esse ti aiuterà a guadagnare la fiducia dei clienti.
  • D’altra parte, non è necessario concentrarsi solo sull’URL del profilo My Business per essere ottimizzato, dal momento che se lavori sul SEO del sito web e includiamo questo URL all’interno del profilo, influenzeremo anche positivamente la classifica delle posizioni del profilo.

 

Speriamo che queste informazioni ti aiutino a comparire nelle prime posizioni dei motori di ricerca con il tuo profilo Google My Business.

Siamo a Vostra disposizione per qualsiasi informazione ma se volete anche solo per mandarci i Vostri saluti!!!

 

 

 

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Le 12 migliori app del 2017

 

Ogni fine di anno si fanno dei resoconti e infatti in questi giorni anche Google, come Instagram è in vena di classifiche. Secondo Big G la miglior app in assoluto del 2017  è PicsArt Antimator Gif e Video, che permette di creare cartoni animati, animazioni, GIF e doodle in modo semplice e senza competenze da professionista. Google la presenta come un’app “intelligente, ben progettata ed estremamente utile: l’app dell’anno che ha conquistato tutti”.

In questo articolo vorremo soffermarci su una classifica stilata dal sito statunitense Mashable.

Il sito, lanciato nel luglio 2005 da Pete Cashmore dalla sua abitazione ad Aberdeen in Scozia è secondo Technorati,  il terzo blog più popolare al mondo.

 

1. Animal Crossing: Pocket Camp

Animal Crossing: Pocket Camp, nuovo capitolo della saga, ci mette a capo di un campeggio, con il compito di gestirlo, abbellirlo e invitare i vari NPC che troveremo a stabilircisi. Il gioco è stato rilasciato da Nintendo il 22 settembre 2017 per Android e iOS.

2. Astro

 Astro Mail: Email Meets AI- screenshot         Astro Mail: Email Meets AI- screenshot
Astro è un client di posta elettronica. La particolarità di Astro è l’integrazione di un’intelligenza artificiale che aiuta l’utente a mantenere in ordine la propria inbox mail. Si tratta di un vero e proprio chatbot (si chiama Astrobot), con il quale è possibile interagire sfruttando il linguaggio naturale. Non è comunque l’unica caratteristica: ci sono la divisione automatica tra messaggi prioritari e meno importanti, l’inbox unificata, la possibilità di rinviare le mail a più tardi e un sistema di swipe per contrassegnare i messaggi come completati o da cancellare.

3. Ballz

     

Uno di quei giochi scacciapensieri dove non riesci a smettere di giocare è diventato virale.

Il gioco è semplice – usa le palline per colpire i mattoni – facile a dirsi meno a farsi.

Non c’è da meravigliarsi se ha trascorso settimane e settimane in cima ad App Store e Google Play, ottenendo una valutazione a 4,5 stelle quasi perfetta.

4. Clip

Un mix tra iMovie e Snapchat, Clips è una nuova app video per Apple.

Bastano pochi tocchi per creare e inviare messaggi video o per raccontare storie con filtri artistici, testi animati, musica, emoji e divertenti adesivi con i personaggi di Star Wars, Disney, Pixar e altro ancora.

5. Datally

App ufficiale di Google è un tool progettato per aiutare gli utenti a ridurre il consumo di dati su gadget e smartphone Android. L’app permette di tracciare i consumi delle singole app e non solo, una possibilità particolarmente utile in quei Paesi in cui le compagnie telefoniche sono solite centellinare i gigabyte di traffico.

Disponibile sul Play Store per gli utenti di Android 5.0 (Lollipop) e superiori, Datally è in grado – nelle parole di Google – di svolgere tre compiti distinti: tracciare l’uso del traffico dati mobile con statistiche orarie, giornaliere, settimanali o mensili; controllare il consumo dati (Data Saver) di un’app bloccando il traffico sullo sfondo o quello attivo in caso di necessità; ridurre i consumi suggerendo la connessione a un hot spot WiFi pubblico disponibile nelle vicinanze.

6. Google Assistant

  

Google Assistant è l’assistente personale di Big G, reso disponibile in italiano per tutti gli smartphone Android (6.0 Marshmallow e successivi) solo qualche settimana or sono.

Come deducibile anche dallo stesso nome inglese, è il servizio di assistenza personale offerto dal colosso di Mountain View. Mediante delle semplici gesture o la pronuncia dell’ormai celebre frase “Ok Google!” sarà possibile fare domande (di qualunque tipo) al nostro assistente e dirgli cosa fare. Quest’ultimo sarà sempre pronto ad aiutarci, proprio come un vero e proprio assistente in carne ed ossa. Inutile dire che come Siri, anche l’assistente personale di Google è dotato di un ottimo senso dell’umorismo. In altre parole, quando ci si annoia o non si ha di meglio da fare, la nuova intelligenza artificiale di Big G ci garantirà risate in abbondanza o quantomeno un sorriso.

7. Halide

   

E’ un’applicazione fotografica per iOS, che offre numerosi strumenti per migliorare la qualità delle nostre fotografie.

Halide ci permette di regolare nel dettaglio l’esposizione, gli ISO, il bilanciamento del bianco, l’apertura del sensore, la messa a fuoco e la profondità di campo. Tutti questi parametri possono essere personalizzati tramite una comoda interfaccia, che risulta essere molto intuitiva già dal primo utilizzo. Con la giusta combinazione di queste regolazioni otterremo lo scatto desiderato, senza doverci affidare ad un sistema automatico come quello della fotocamera nativa. Ovviamente l’applicazione offre anche diverse impostazioni automatiche, ottimizzate per degli scatti in diverse situazioni.

8. HQ

       

L’app per adesso è disponibile solo per iOS. Si tratta di un game show interattivo trasmesso in streaming ogni giorno dalle 20 e alle 2 con una durata di circa 13 minuti a puntata.

 Il meccanismo alla base è quello dei classici quiz televisivi come “Chi vuol essere milionario?” o altri programmi di tale tipo. C’è un un presentatore ben vestito, ci sono 12 domande a risposta multipla su vari argomenti, ordinate a difficoltà crescente, ed ovviamente ci sono i concorrenti.

Ed è qui che viene il bello: i concorrenti sono i giocatori stessi dell’app, che guardano in diretta le domande del presentatore e possono rispondere facendo un tap sullo schermo del proprio dispositivo. Il tempo per rispondere è di soli 10 secondi e basta una sola risposta sbagliata per essere eliminati.

9. Ikea Place

L’app che ti permette di arredare casa (con mobili veri) in 3D.

Con Ikea Place possiamo posizionare i mobili dell’azienda svedese nei locali di casa semplicemente con qualche tocco sullo schermo touch del nostro Iphone. Senza uscire di casa e in maniera del tutto virtuale, ma allo stesso tempo realistica. L’app include infatti modelli 3D di un’ampia selezione di prodotti IKEA: librerie, divani, lampade e molto altro. Tali modelli possono essere piazzati virtualmente nel nostro ambiente, che viene scansionato dall’app, per poi essere spostati e ridimensionati a piacimento, in modo da darci un’idea di come l’oggetto potrebbe starci.

10. Super Mario Run

Dopo un lungo periodo in cui Nintendo aveva snobbato il mondo mobile, fra l’estate 2016 e la primavera 2017 abbiamo assistito ad una decisa inversione di tendenza, con il rilascio di Pokémon GO prima e Super Mario Run poi. Come era facile attendersi, si è trattato di successi immediati e travolgenti.

Super Mario Run, durante i primi giorni dalla pubblicazione su App Store (a fine 2016) e Play Store (marzo 2017), fece davvero il botto, infrangendo persino i record scritti pochi mesi prima dal fenomeno Pokémon GO.

11. TBH

Acquistata recentemente da Facebook TBH, acronimo di “To Be Honest” (“a essere sinceri”), permette di confezionare e spedire ai propri contatti dei mini sondaggi tra i cui protagonisti possono apparire proprio le persone selezionate come destinatari, il tutto in forma anonima. La tipologia di quiz pubblicizzata dai creatori dell’app e prevalente nelle domande preimpostate è piuttosto frivola — nelle schermate dimostrative ne spiccano una su chi ha il sorriso più magnetico e una su chi è la persona più divertente — ma è anche possibile creare sondaggi da zero.

 

12. Yarn

    

Yarn – in inglese una “yarn” è una lunga storia (da cui anche “gomitolo”) – è diventato rapidamente una delle app più popolari in una categoria emergente nota come “chat fiction”.

Grafica moderna, e possibilità di login per interagire con i contenuti: link, voti, reply, commenti e condivisioni sono tutti a portata di mano. La presenza di numerosi filtri aiuta a reperire i contenuti che ci interessano, ed anche la grafica dell’app ci mette del suo per rendere tutto più intuitivo.

 

Facebook sta testando il riconoscimento facciale per l’accesso ai profili

 

Facebook ha recentemente iniziato a testare il suo nuovo strumento in sostituzione del captcha.

La notizia è trapelata grazie ad uno screenshot  che è apparso sulla bacheca  di un utente Twitter,  tale “flexlibris”.

 

 

Sembrerebbe infatti che la società fondata da Mark Zuckerberg stia testando un nuovo modo per determinare se un utente sia davvero umano: e, indovinate un po’, il modo per confermare la propria identità è scattarsi un selfie.

Nel momento in cui avrà implementato il sistema in questione, Facebook ci chiederà di guardare nella fotocamera del nostro dispositivo e confronterà il nostro viso con quello che compare nelle foto e nei video in cui è taggato l’utente (noi stessi, si suppone) al cui profilo vogliamo accedere. In questo modo il social network verificherà se la persona che sta tentando di entrare in un determinato account ne è il legittimo proprietario.

A confermarlo un portavoce di Facebook che ha dichiarato che questa nuova regola di sicurezza li aiuterà a cogliere attività sospette in vari punti di interazione sulla piattaforma, dalla creazione di un account all’invio di richieste di amicizia, alla creazione di annunci per le proprie pagine aziendali.

A questo punto non è chiaro per quanto tempo Facebook abbia già utilizzato questo metodo, ma alcuni titolari di account sostengono che la pratica risalga ad aprile.

Nonostante si siano da subito alzate le polemiche riguardanti la privacy degli utenti, a causa della creazione di un database di selfie a disposizione di Facebook, l’azienda ha risposto asserendo che l’analisi della foto sarebbe automatica e, una volta confermata l’identità, questa verrebbe poi cancellata immediatamente. Se l’utente dovesse però rifiutarsi di fare il selfie su Facebook, il suo account verrebbe bloccato dal sistema. Il più famoso social network presto adotterà la nuova politica del riconoscimento facciale (Face ID) per accedere su Facebook? Lo scopriremo prossimamente.

 

Come aprire un e-commerce a norma di legge: i documenti necessari

Hai avuto un’idea di business e vuoi aprire un e-commerce? In semplici punti la guida completa sugli aspetti legali e gli adempimenti fiscali che devi sapere per avviare la tua attività di vendita su internet.

Il settore dell’e-commerce (commercio elettronico) registra da anni un trend in continua crescita trainato dalla semplicità con cui è possibile creare una piattaforma digitale per la vendita online.

Non stupisce che piccoli e grandi commercianti vogliano utilizzare questo canale di vendita in via alternativa o principale rispetto alla propria attività. In questa guida troverai le informazioni necessarie sulle tappe da seguire per aprire un e-commerce a norma di legge.

Gli obblighi informativi per l’e-commerce

Una piattaforma e-commerce deve rispettare alcuni adempimenti  diversi da quelli esistenti per la maggior parte dei siti internet. Nello specifico, un e-commerce deve presentare le seguenti informazioni sul sito web:

  • nome impresa/venditore
  • partita IVA (tassativamente in home-page)
  • numero di iscrizione al RAE (Repertorio Attività Economiche) o al registro delle imprese
  • sede legale
  • capitale sociale (se società)
  • dati di contatto del venditore
  • modi di pagamento accettati
  • le condizioni che si applicano agli acquisti sul sito (link ai termini e le condizioni dell’e-commerce)
  • l’informativa sulla privacy e sull’uso che verrà fatto dei dati dell’utente (link a privacy policy e cookie policy)

Queste informazioni sono necessarie per garantire la trasparenza dei servizi offerti agli utenti, ma anche per evitare gravi sanzioni e controversie legali.

In genere queste informazioni vengono indicate nel footer (o piè di pagina) del sito, in cui vengono inclusi i link ai documenti necessari per informare l’utente in modo completo per quanto riguarda le condizioni di acquisto e il trattamento dei dati.

I documenti necessari per un negozio online

Per aprire un e-commerce è necessario innanzitutto stabilire quali condizioni si applicheranno agli acquisti fatti dagli utenti. Queste informazioni necessarie devono essere pubblicate sul sito (termini e le condizioni generali di vendita dell’e-commerce) ed essere facilmente accessibili.

Il documento di termini e condizioni deve includere:

  • caratteristiche dei beni e servizi in vendita e i relativi prezzi (con indicazione di tasse o costi aggiuntivi)
  • modalità di pagamento, spedizione e consegna
  • informativa sul diritto di recesso e la sua applicazione
  • eventuali limitazioni di responsabilità e tutele varie (es. protezione della proprietà intellettuale, gestione degli abusi etc.)

Per tutelarsi, il venditore dovrà assicurarsi che l’utente abbia letto e accettato in modo esplicito queste condizioni prima di acquistare sulla piattaforma.

A questo documento va poi aggiunta la Privacy policy del sito web e la Cookie policy che sono i documenti che permettono all’utente di conoscere come saranno raccolti e usati i suoi dati personali e se saranno eventualmente comunicati a terze parti.

Gli adempimenti fiscali per un e-commerce

Nella maggior parte dei casi, l’attività di commercio elettronico si configura come attività di impresa, considerando la frequenza e il numero rilevante di transazioni svolte con un e-commerce.

In questo caso è necessario aprire la Partita IVA sia che si tratti di commercio elettronico indiretto (vendita di bene materiali con transazione telematica ma ricezione fisica della merce a domicilio) sia di commercio elettronico diretto (vendita di beni o servizi digitali con consegna telematica).

Gli altri adempimenti fiscali per un e-commerce sono l’apertura di un indirizzo P.E.C. (Posta Elettronica Certificata) e la presentazione di una S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di inizio di Attività) con iscrizione presso una Camera di Commercio.

Nel primo periodo di vita dell’e-commerce è possibile comunque che l’attività possa rientrare nel così detto regime forfettario (ulteriori informazioni sui requisiti le trovate qui). Si tratta di un regime fiscale agevolato che consente l’esclusione dell’IVA, degli studi di settore e l’applicazione di aliquote fiscali vantaggiose.

Se l’attività dovesse crescere o richiedere mezzi e risorse sostanziali per operare, in genere si sceglie di costituire una società (in genere una società a responsabilità limitata o S.r.l.). Una società permette infatti di ridurre i rischi per l’imprenditore e di gestire in modo più completo la propria attività.

Ti consigliamo comunque di rivolgerti ad un commercialista per maggiori informazioni sulle comunicazioni necessarie nel tuo caso.

I nostri documenti per aprire un e-commerce

Con le nostre interviste guidate puoi personalizzare e scaricare subito tutti i documenti necessari per il tuo e-commerce semplicemente rispondendo a poche semplici domande guidate:

CONDIZIONI GENERALI DI VENDITA ECOMMERCE
PRIVACY POLICY SITO WEB
COOKIE POLICY SITO WEB

Potrebbero servirti anche i seguenti contratti:

CONTRATTO DI SVILUPPO SITO WEB O APP
CONTRATTO DI VENDITA DOMINIO WEB
LICENZA DI SOFTWARE

 

fonte: lexdo.it

 

 

 

 

I Trend e-commerce da tenere d’occhio il 2018

I Trend e-commerce da tenere d’occhio il 2018

Scopri le tendenze eCommerce 2018 migliori

Le previsioni dei ricavi dei negozi online sono stimate in più 400 miliardi di dollari entro la fine del 2017. Un exploit ottenuto con l’aiuto  di strategie marketing nei social media, strategie omnicanale e MarTech (Marketing Technology). Ora, nuove tecnologie e  nuove strategie di web marketing  sono all’orizzonte e con l’aiuto di esse gli esperti dicono che i ricavi per gli e-commerce per il 2018 supereranno i 460 miliardi di dollari!

“Nel 2018 i clienti saranno più difficili da vincere, più facili da perdere e più preoccupati del prezzo e della “user experience” più che mai.”

Se hai investito in un eCommerce o se stai per farlo ti conviene chiederti:

il mio negozio online è attrezzato per guadagnare una fetta di quella torta da $ 460 miliardi? In questo articolo, presentiamo 7 delle principali tendenze dell’e-commerce 2018 a cui dovresti guardare.

Sarà un posto sempre più difficile e spietato per fare affari e guadagnare, ma ci sono modi per vincere.

I Trends. Ricerca vocale e acquisti

Gli smartphone e gli altoparlanti domestici come Amazon Echo (diffusore wireless collegato al pc domestico che fa da assistente personale alla Siri) consentono agli utenti di cercare e agire online senza mani e tastiere ma usando solo la voce. Circa il 40% della “Net Generation” utilizza un assistente vocale prima di effettuare un acquisto.Entro il 2020, questo numero supererà il 50%.

Attualmente, la maggior parte delle ricerche vocali ha un intento locale o cerca risposte a semplici domande. Gli utenti non stanno eseguendo pesanti azioni di navigazione su Internet. Piuttosto, stanno cercando di ordinare la pizza, cercano la risposta ad una semplice domanda  oppure cercano il bancomat più vicino.

Per trarre vantaggio da questo utilizzo, gli esperti consigliano di ottimizzare le tue schede di Google My Business, per garantire che le tue pagine locali abbiano URL univoci e siano ben indicizzate.

 

II Trends. Devi essere su più canali Omni-Platform e Omni-Device

Nel 2018 molte piattaforme online e i dispositivi utilizzati dalle persone per accedervi diventeranno sempre più integrati. Non sarà più sufficiente avere una presenza su più canali. Devono essere integrati l’uno con l’altro per essere competitivi.

Secondo Google, “Circa l’85% degli acquirenti online avvia un acquisto su un dispositivo e finisce su un altro.”

Per raggiungere gli acquirenti multicanale è necessario fornire esperienze visive e un’interfaccia utente continua da una piattaforma all’altra, in modo che si sentano come se interagissero con una unico software. Ciò implica  che i differenti canali interagiscano tra loro e siano utilizzati simultaneamente dai clienti. I consumatori passano tra canali e device differenti e le aziende sono pronte a fornirgli un’esperienza unica: in questo modo i diversi canali e touch points sono utilizzati in modo intercambiabile e simultaneo per facilitare la customer experience.

III Trends.  Far sentire i clienti importanti per te

Gli eCommerce che consegneranno più velocemente gli ordini vinceranno!

La chiave è quanto velocemente è possibile consegnare al corriere il pacco una volta ricevuto un ordine. Le aziende per raggiungere questo obiettivo  dovranno cercare corrieri e spedizionieri che offrano il ritiro del pacco ordinato immediatamente e  non alla chiusura del normale orario di lavoro.

Oltre alla spedizione, ricorda che un altro fattore vincente  è nella cura nei dettagli per esempio con la personalizzazione del packaging e degli ordini. Questa può sembrare una spesa inutile, ma questi extra aggiungono un “fattore wow” che i clienti ricorderanno. Che si tratti di nastro di imballaggio personalizzato con disegni di marca o di un adesivo gratuito nella confezione, mostra ai clienti che la loro esperienza è importante per te.

IV Trends. Contenuti video

Viviamo in una cultura “mobile-first” in cui il video è il formato di annunci in più rapida crescita. Si calcola che entro il 2020 il video costituirà l’80% del traffico Internet dei consumatori online. Con il miglioramento della tecnologia, il video sarà sempre più vicina ad una conversazione faccia a faccia.

Le statistiche mostrano che il marketing video può aumentare i clic del 200-300% e aumentare l’intenzione di acquisto del 97%.

V Trends. Messenger App e Chatbots

Nel 2018 Chatbots fornirà una connessione istantanea con i clienti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I maggiori usufruitori sono i giovani della Net Generation, con quasi il 60% che ha già utilizzato i chatbot e il 71% dichiara che vorrebbe provarne uno. I chatbot che funzionano tramite le app di messaggistica avranno probabilmente un ruolo più importante nel 2018 e le aziende potranno utilizzarli per inviare ai clienti contenuti personalizzati, suggerire acquisti e offrire offerte speciali. Con oltre 1,2 miliardi di persone su Facebook Messenger ogni mese, i marketer possono aspettarsi una copertura esplosiva ed elevati tassi di coinvolgimento.

VI Trends. Realtà aumentata

L’uso di “Augmented Reality” (AR) sui dispositivi mobili offre un modo coinvolgente per gli operatori di marketing di raggiungere il proprio pubblico. AR è veloce, facile e interattivo.Nel 2018 è probabile che i canali social introdurranno nuovi modi di integrare l’AR nelle loro piattaforme. Abbiamo già visto Snapchat implementare una funzione AR che consente agli utenti di aggiungere loro Bitmoji e “progetto” attraverso la fotocamera dell’app. Allo stesso modo, le aziende potrebbero proiettare i propri prodotti nelle case degli utenti dei social media attraverso filtri speciali, come l’app “Place” di IKEA.

VII Trends. Storytelling creativo per guidare le conversioni e differenziare

Nel 2018, le storie di marca devono essere creative e coinvolgenti per entrare in contatto con i consumatori e incentivare le vendite. Invitare i clienti a sfogliare le tue merci non è sufficiente: devi fare dello shopping un’esperienza. Come si fa? Assumi uno scrittore esperto o uno stratega dei contenuti in grado di sviluppare contenuti per il tuo pubblico eCommerce su una vasta gamma di argomenti. Quindi, applica quelle storie a tutti gli aspetti della tua attività, dalla conferma d’ordine e l’imballaggio alla tua newsletter e ai social media.

In conclusione, il 2018 promette di essere un anno senza precedenti per l’eCommerce e l’adozione di questi suggerimenti ti aiuteranno ad avere successo.

Per qualsiasi informazione su ciò che è contenuto in questo articolo o per qualsiasi informazione sui negozi online ma anche solamente per salutarci non esitare a scriverci!

 

Il mercato dell’e-commerce in Italia nel 2017

Il mercato dell’ecommerce non conosce crisi ed è in costante crescita, non solo in paesi come Cina e Stati Uniti che hanno fatto da volano a questo settore a livello internazionale, ma anche in Italia.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il 2017 fa registrare, sin’ora, un aumento degli acquisti online del 17% rispetto all’anno precedente, per un importo pari a 23,6 miliardi di euro.

Il report che fornisce un quadro della situazione generale del mercato del commercio elettronico in Italia, fornito dalla dall’Osservatorio eCommerce B2c e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, sembra fornire, per quest’ambito, dati sicuramente positivi e incoraggianti che vanno, da una parte, a confermare alcuni aspetti e, dall’altra, a registrare nuove e interessanti tendenze.

In particolare, da questa relazione, emerge che, rispetto al 2016, il numero di utenti italiani che acquistano online è aumentato del 10% arrivando a 22 milioni di persone tra le quali ci sono anche un consistente numero di habitué che hanno consolidato il loro comportamento d’acquisto ed espresso ripetutamente la loro preferenza ad acquistare online generandola maggior parte degli acquisti tramite canali online.

La spesa media degli acquirenti abituali è risultata pari a circa 1.357 euro, a differenza di quella degli utenti che effettuano acquisti una tantum o in maniera episodica che sono circa 5,8 milioni di persone per un importo medio di 284 euro all’anno.

Un altro dato molto interessante è che, per la prima volta, a trainare questo settore, sono i prodotti e non i servizi, con una crescita dei primi del 28% per un importo di 12,2 miliardi, a fronte di soli 7 punti percentuali dei servizi, corrispondenti a 11,4 miliardi di euro.

Sempre nel 2017, dati confortanti sembrano arrivare anche dall’export.

Cresce non solo, infatti, il numero di italiani che spendono nel settore dell’ecommerce ma anche le vendite dei negozi italiani online verso acquirenti stranieri, segmento che ha raggiunto la quota di 3,5 miliardi di euro, pari al 16% dell’intero mercato dell’ecommerce italiano.

Per quanto riguarda, i settori maggiormente interessati dall’ecommerce, al primo posto, troviamo il turismo, con un importo di 9,2 miliardi ed un tasso percentuale in crescita del 7%, seguito dal settore informatico e dell’elettronica di consumo che si attesta sui 4 miliardi di euro corrispondenti ad un +28%.

Al terzo posto, si posiziona il settore dell’abbigliamento, anch’esso con un +28 punti percentuali rispetto alla precedente annualità, per un importo complessivo di 2,5 miliardi di euro.

Un altro aspetto che merita di essere segnalato è che, sempre più frequentemente, iniziano ad essere coivolti nelle vendite online aziende operanti in nuovi e più giovani settori di sviluppo come l’arredamento e il food&grocery che, insieme, cubano circa 1,8 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i dispositivi di navigazione più utilizzati per compiere operazioni di acquisto online, emerge come, negli ultimi 5 anni, ci sia stata un’impennata legata alla maggiore navigazione attraverso dispositivi mobilicome tablet e smartphone con, quest’ultimo, protagonista assoluto in grado di produrre acquisti per oltre 5,8 miliardi di euro, con una crescita, addirittura, del 65% nel medesimo arco temporale.

Ad ogni modo, anche se in Italia i dati dell’e-commerce continuano ad essere positivi e mostrano un Paese in costante sviluppo dal punto di vista del segmento degli acquisti online, c’è da considerare che, nonostante la crescita, esiste ancora, rispetto ad altri Paesi, molto terreno da recuperare.

Troppi rimangono ancora i dubbi e le incertezze sui vantaggi e le opportunità che l’ecommerce potrebbe apportare sia a livello micro che macro-economico e, anche se questo settore acquista sempre maggiore consistenza, vivacità e dinamismo, rimane, al momento, ancora un terreno di sviluppo poco maturo e lontano dal competere, anche percentualmente parlando, con le realtà internazionali ben più consolidate come la Cina e il Nord America.

 

Le App più geniali di sempre

 Google Play Store a circa 2 milioni di applicazioni che si possono scaricare, mentre l’App Store iOS ha circa 2,2 milioni.

Con questo enorme numero di App diventa difficile per le varie startup che sviluppano applicazioni Mobile farsi strada.

Quali peculiarità devono apere le App riuscire ad avere successo?

Per sviluppare un’idea di un’app originale, ci sono 3 approcci chiave da considerare.

Unicità

Essere unico. Quando si estrae funzionalità incrociate come social media, notizie o meteo, una gran parte delle app più originali sono uniche. Ciò significa che sono distintivi nel concetto o nella funzione. Creare qualcosa di completamente unico non è semplice. Essere unici non sempre porta al successo. A volte, anche un’app unica può essere dimenticata nell’App Store. Ecco alcuni esempi di nuove applicazioni uniche:

Tunity è un’app sviluppata per consentire agli utenti di ascoltare l’audio della TV senza necessariamente guardare. Che tu sia presso l’ufficio del medico o l’aeroporto, questa applicazione analizza la tua TV preferita su internet e trova il flusso audio in diretta di ciò che viene visualizzato. Un’idea originale supportata sia dai telefoni iOS che Android.

Slipstream Music altra app originale che consente a un gruppo di persone di creare una playlist combinata dai propri dispositivi. Invece di attingere alla playlist di una persona e discutere sulla musica, tutti possono contribuire. Questa idea è stata creata dai fratelli Scott e Garrett Cypher a San Francisco, in California. Slipstream Music ha vinto il premio People’s Choice Award dell’NH Tech Out nel 2015.

Smart Phone Lock è un’app di sicurezza che cambia il pin dello smartphone impostandolo in base all’orario o alla data. È possibile impostare il pin per l’ora del giorno, ad esempio 2:15 sarà 0215 o la data. Creato da John Thope of Mirage Stacks, questo aggiunge un ulteriore livello di protezione per il tuo dispositivo.

Divertimento

Oltre all’unicità, una App per poter emergere ed avere successo deve poter far divertire. I giochi mobili sono esplosi nell’ultimo decennio, con oltre 30 miliardi di dollari di entrate. Queste app possono variare da complessi giochi online multiplayer a semplici avventure di ruolo. Candy Crush è un ottimo esempio di un’idea che è diventata popolare. Qui ci sono solo alcuni esempi:

Clash of Clans era un semplice gioco multiplayer di costruzione di una fortezza multiplayer. Dalla sua uscita, è stata nominata una delle migliori app di incassi di tutti i tempi, con circa $ 900 milioni di entrate, e si è trasformata in altri giochi come Clash Royal. Clash Royal è stato recentemente messo sotto i riflettori come uno dei primi giochi competitivi per dispositivi mobili che entrano nella scena degli sport elettronici, o degli sport elettronici. Questo gioco, sebbene non unico, ha creato efficaci strategie di marketing per aumentare il numero di utenti.

Reigns è un gioco per dispositivi mobili non molto conosciuto con proprietà uniche. In sostanza, agisci come il leader di un regno che deve fare delle scelte in varie crisi. Ogni risultato influenza il tuo regno in modo diverso, portando alla fine alla tua morte come governante. Il punto del gioco è quello di durare il più a lungo possibile mentre si attraversano i checkpoint nell’intero arco della storia. Questa applicazione utilizzava l’umorismo per attirare i suoi utenti e divenne una delle idee per le app iOS più originali del 2016.

Tecnologia

Infine, le idee originali delle app possono essere sviluppate non appena una nuova tecnologia è disponibile. Se creare qualcosa di divertente o unico è troppo difficile, molte aziende o singoli si concentrano sul creare applicazioni attorno a nuove tecnologie innovative. Di recente, questo è stato costruito con la realtà virtuale e aumentata. Esempio Pokemon Go. Combinare un gioco d’infanzia con una nuova tecnologia spinta dall’applicazione per diventare una delle app più scaricate di tutti i tempi.

 

Chatbot: cosa sono e a cosa servono

Chatbot sono tra i trend del momento per chi si occupa di assistenza al cliente. L’argomento è tra i più caldi, se ne parla su blog di web marketing, forum di informatica, gruppi dedicati alle nuove tecnologie ed alle ultime tendenze tech.

Cosa sono i Chatbot?

Per Chatbot si intende un programma di intelligenza artificiale che permettere di avviare e gestire una conversazione con l’utente. L’interfaccia è affidata a programmi di messaggistica già esistenti come Telegram, Facebook, Viber. I Chatbot di Facebook sono quelli che, attualmente, consentono la possibilità di raggiungere un numero più ampio di persone grazie alla piattaforma utilizzata che, banalmente, è quella del Messenger.
Il Messenger di Facebook viene utilizzato ogni mese da 1,2 miliardi di persone. Un bacino talmente ampio da meritarsi maggiori investimenti. Durante l’F8 dello scorso Aprile, Mark Zuckerberg ha annunciato importati novità, che riguardano non soltanto le features proprie del software ma anche la possibilità di mettere in vetrina il proprio Bot. In Usa si sta già testando la tab Discovery che, esattamente come un app store, raccoglierà tutti i bot disponibili. Sarà più facile così farsi trovare, incrementare la propria visibilità e il numero di utenti in grado di entrare in contatto diretto con un brand o con un esercizio commerciale.

 

 

Come le aziende usano e useranno in futuro i chatbot

Telegram è stata tra le prime app di messaggistica ad aver introdotto dei bot. Ormai tutti noi ci stiamo abituando a parlare con assistenti virtuali come Cortana o Siri e i chatbot, seppur più semplici, sono concettualmente simili.

Dialogare con dei programmi, parlare con il computer, lo smartphone e magari il frigorifero o la lavatrice, sarà sempre più comune in futuro.
Le aziende che già oggi usano i chat bot per migliorare il rapporto con i clienti ed offrire loro informazioni e servizi di qualità, avranno senza dubbio maturato un’esperienza strategica quando questi strumenti diventeranno la norma.

In futuro i chatbot, così come gli assistenti virtuali, potranno consentire l’interazione con sempre più app e dispositivi e naturalmente capiranno sempre meglio le nostre domande, dando risposte sempre più precise e utili.